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 Anno nuovo vita nuova per i vini del Piave con le nuove denominazioni
DOCG Malanotte, DOC Piave e DOC Venezia
Nasce la Docg Malanotte, con il raboso migliore
Il 22 dicembre sono arrivati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali i tanto attesi decreti di riconoscimento
Una nuova Docg per i vini del Trevigiano: si chiama Docg Malanotte ed è la versione raffinata e nobile del raboso del Piave. Oltre alla DOCG Malanotteè stata introdotta la nuova DOC Venezia e modificato il disciplinare della DOC Piave.
In data 22 dicembre 2010 sono stati firmati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e trasmessi per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale con procedura d’urgenza, i decreti di riconoscimento della DOCG Malanotte, della DOC Venezia, di modifica della DOC Piave ed approvazione dei relativi disciplinari di produzione.
Il lavoro e l’iter burocratico che hanno portato all’ottenimento delle nuove denominazioni sono il risultato di oltre due anni di affinamento, per restare in tema enoico. Nel luglio del 2009 fu presentata la richiesta ufficiale e poi un anno fa, proprio il giorno della vigilia di Natale, il Consorzio di Tutela dei Vini del Piave DOC lanciava l’idea di valorizzare le produzioni vinicole del territorio abbracciato dal Piave all’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato. Questi raccolse subito positivamente l’idea, se ne fece portavoce istituzionale e a due giorni dalla vigilia di questo Natale i vini del Piave si fregiano di una nuova DOCG con la Malanotte del Piave, il Raboso Piave doc all’ennesima potenza, ed una nuova DOC con l’introduzione della DOC Venezia.
«Una svolta storica per la nostra area di produzione - afferma il Presidente del Consorzio Antonio Bonotto – che segna un passaggio epocale, cambiando lo scenario vitivinicolo locale. La ristrutturazione dei disciplinari è stato un progetto fortemente voluto dal Consorzio per valorizzare le nostre produzioni – prosegue Bonotto -, un progetto condiviso sin dall’inizio con la filiera produttiva dato che il proposito con cui sono nate le nuove denominazioni è quello di rilanciare e consolidare le produzioni dell’area del Piave per aprire nuove prospettive di mercato. I nuovi disciplinari assecondano la necessaria evoluzione che ogni attività che guarda al futuro deve avere, senza trascurare l’imprescindibile legame tra uomo, terra, storia, cultura e tradizione, bensì rinnovando tale vincolo ogni qualvolta, in qualsiasi parte del mondo, si stappa una bottiglia di Malanotte del Piave, di Piave Doc o di Venezia Doc. Quest’ultima ricopre un’importanza strategica per l’area del Piave ed i suoi vini, sia dal punto di vista dell’identificazione e dunque della valorizzazione del territorio, sia nell’ottica di un mercato sempre più internazionale nel quale i nostri diretti competitors sono agguerriti ».
In merito alla DOCG Malanotte, versione ‘nobile’ del Raboso del Piave che innalza il vino più rappresentativo del territorio all’olimpo dei vini italiani, è stata riconosciuta la validità dalla vendemmia 2008, pertanto dopo i prescritti 36 mesi di invecchiamento, le prime bottiglie potranno essere commercializzate già dal novembre 2011.
«Per tutto ciò ringrazio le Istituzione e gli Enti che ci hanno affiancato e supportato in questo percorso – conclude il Presidente Antonio Bonotto – dalla Regione Veneto con l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato e i diversi funzionari regionali, ai dirigenti del Ministero delle Politiche Agricole, sotto la guida di Luca Zaia prima e di Giancarlo Galan ora, che ci hanno permesso di ottenere questo importante risultato».
Alcuni dettagli tecnici
La Denominazione di Origine Controllata “Vini del Piave” o “Piave”, riconosciuta con Decreto del presidente della Repubblica 11 agosto 1971, e successive modifiche, è modificata in “Piave” ed è approvato, nel testo annesso, il relativo disciplinare di produzione le cui disposizioni entrano in vigore a decorrere dalla campagna vendemmiale 2010/2011.
La Denominazione di Origine Controllata «Piave» è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
Rosso; Rosso riserva; Cabernet; Cabernet riserva; Carmenère; Merlot; Merlot riserva; Raboso; Raboso passito; Tai; Verduzzo; Verduzzo passito; Chardonnay; Manzoni bianco.
Il vino «Piave Malanotte» o «Malanotte del Piave» non può essere immesso al consumo se non dopo essere stato sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno trentasei mesi di cui almeno dodici in botte e quattro in bottiglia a decorrere dal primo novembre dell'anno della vendemmia.
L’obbligo di inserire l’appassimento delle uve per parte del raccolto è il tratto saliente che differenzia il Malanotte del Piave Docg dal tradizionale Raboso del Piave Doc.
DOC Venezia: Rosso Merlot; Cabernet Sauvignon; Cabernet franc; Chardonnay; Pinot grigio; Bianco Spumante; Bianco Frizzante; Rosato o rosè; Rosato o rosè spumante; Rosato o rosè frizzante.
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